GAIA NALDINI UNA VITA PER IL NUOTO

Ci sono persone che meritano di essere celebrate perché vivono la loro eccellenza in umiltà e riservatezza. Raccontare di loro fa bene. E’ la storia bella e pulita di Gaia Naldini, allenatrice ma soprattutto nuotatrice. Atleta della Nuotatori Genovesi, oggi categoria master, ma ieri Nazionale, e oggi come ieri ad altissimi livelli. Vice campionessa mondiale negli 800 in vasca e nei 3000 in acque libere ai recenti Mondiali di Budapest, tanto per citare alcuni degli ultimi risultati importanti.

Gaia una vita per il nuoto:-“Il nuoto è la mia vita e quello in acque libere in particolare. Non saprei pensarmi in altro modo, è una parte di me, come un braccio o una gamba, e sono felice perché quello che mi dicono in tanti è che sono capace di trasmettere questa mia grande passione. Non dico che sia il modo più giusto, o l’unico modo, ma è il mio: vivere in prima persona la passione e trasmetterla agli altri. Ho sempre vissuto così, nonostante la laurea in giurisprudenza, e ho voluto fortemente farne anche un lavoro, in vasca, per la parte che riguarda l’insegnamento. Ho anche allenato ma ora mi dedico alla scuola nuoto e ad una squadra di agonismo più soft, categoria propaganda, ma non per questo meno bello”.

Stretto di Messina

Come ci sei arrivata:-“Ho cominciato da piccola, avevo quattro anni, un rimedio consigliato per la scogliosi. Poi è diventata una specie di malattia, soprattutto quando ho scoperto le acque libere. Avevo 19 anni quando ho cominciato a gareggiare, e  non ho intenzione di smettere anche ora che di anni ne ho 42”.

Mondiali Master Budapest 2017 arrivo 800 sl

Podio Mondiali Master Budapest 2017 Argento 800 sl

 

I risultati aiutano, come i due argenti Mondiali:-“Per la verità in una stagione bellissima, Budapest non mi ha completamente soddisfatta soprattutto la gara che doveva essere la mia, quella in acque libere. Nel Lago Balaton  non mi sono sentita bene, ho provato sensazioni strane, non riuscivo a prendere acqua, non ho nuotato come avrei voluto e potuto: ho avuto l’ennesima conferma che il mio ambiente preferito, in tutti i sensi, è il mare. E’ anche vero che nella mia categoria ho dovuto competere con l’atleta più forte in assoluto, la spagnola Santos. È andata via e non sono più riuscita a riprenderla. Quella distanza per me è troppo breve, la mia preferita sono i 5000. La gara in piscina, gli 800, è stata bella. Un modo per chiudere il Mondiale con meno amarezza”.

 

Quali sono i risultati che ti hanno maggiormente gratificato:-“Sicuramente il periodo in Nazionale, Europei a Siviglia nel 1997 e Mondiali a Perth nel 1998, con la squadra vincemmo l’oro, ricordi bellissimi, come i titoli italiani che ho vinto a livello assoluto e poi master. Un’altra grande soddisfazione la Coppa Byron, prima assoluta, nonostante fossi già categoria master, nel 2013 e nel 2017”.

Dai fastidio anche agli agonisti, è successo anche al Miglio di Sturla:-“Ci provo, ma non sempre mi riesce”.

Una giornata tipo:-“Sveglia all’alba, la prima lezione quando ancora non è sorto il sole. Arriva il momento di dedicarmi a me stessa: mi alleno per tre ore, poi ancora lezioni private. Pomeriggio scuola nuoto, verso le nove esco dalla piscina”.

Quanti chilometri:-“Nove, dieci, dipende”.

Coppa Byron: il confronto 2013-2017

Come fai:-“In realtà il vero sacrificio è non nuotare. Mi prefiggo degli obiettivi e questo mi motiva. Ma nuoterei anche se non gareggiassi. Mi è sempre piaciuto andare su e giù per la vasca: è una malattia, me ne rendo conto”.

Il fisico regge:-“Con qualche acciacco. Spalla, fibromialgia, per adesso, come dite qui a Genova, riesco a mettere dei tapulli”.

Ecco, appunto, toscana di Firenze, come sei arrivata in Liguria:-“Filippo Tassara mi ha portato qui per allenare e poi ho sempre desiderato vivere in una città di mare”.

Chi vuoi ringraziare:-“Tante persone. Gli allenatori come Raffaello Billi, Sergio Pasquali, che è mancato da poco tempo, Filippo Tassara che oltre a portarmi a nuotare a livelli altissimi mi ha aperto un mondo. I miei genitori, mamma Anna e papà Piero. Ecco soprattutto mio papà che ancora mi accompagna alle gare, un martire, ma è grazie a lui se sono arrivata fino a qui”.

Passione, serietà, determinazione, come si fa a trasmettere questi valori ai nostri ragazzi:-“Soprattutto con l’esempio. Il talento conta ma come ha detto qualcuno molto più bravo di me, il lavoro duro batte il talento se non lavora duro. Ci vuole testa, volontà e divertimento. Non è per tutti, lo dimostrano i dati relativi all’abbandono in età adulta, soprattutto in campo femminile”.

Vita privata:-“Sono fidanzata e non ho figli, ma i ragazzi che alleno sono un po’ tutti figli miei”.

Prossimi appuntamenti:-“Campionati Europei in Slovenia, purtroppo di nuovo in un lago, ma questa volta sulla distanza dei cinque chilometri”.

Le medaglie Mondiali a chi le dedichi:-“A Filippo Tassara che mi ha allenato, a Edoardo Stocchino e Gabriele Mento con i quali ho condiviso tanti chilometri”.

C’è spazio per altro:-“Libri e cinema, libro preferito Il Signore degli Anelli, il film Momenti di Gloria”.

Il menù preferito senza pensare alle gare:-“Impepata di cozze, carbonara, grigliata mista di carne, gelato,  il tutto annaffiato da acqua fresca, non bevo vino, non mi è mai piaciuto”.

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